Quadrare il Cerchio

old vinyl record

Il mio quartiere negli anni è molto cambiato. Ha visto una trasformazione continua: strade, palazzi, scuole e centri di servizi hanno seguito le mode e le dinamiche del mercato, quindi molti negozi sono scomparsi, altri sono variati molto per genere, aspetto, posizione.

Tranne uno.

C’è un negozio che esiste da sempre, e contro tutto e contro tutti è riuscito a mantenere la posi- zione, l’aspetto, il genere di articoli che vende. Il proprietario poi è sempre lo stesso ed ha mante- nuto anche il nome del negozio: “Blu, Rosso e Giallo”. Con un nome così, un negozio potrebbe vendere qualunque cosa, dai vestiti alla frutta passando per i giocattoli agli articoli sportivi, perché si tratta di un nome talmente generico da sembrare completamente privo di personalità.

Invece no, non questo.

Per noi del quartiere, quel negozio che esiste da sempre e che non ha mai cambiato posizione e nel quale ognuno di noi nel tempo è entrato innumerevoli volte, ha una personalità fortissima e non lo potremmo immaginare mai diversamente. Per tutti infatti il nome Blu, Rosso e Giallo ha sempre significato una cosa sola: musica.

Il suo proprietario lo aprì negli anni ’70 e da allora è il punto di riferimento del quartiere per chiun- que voglia acquistare un prodotto musicale. Chi cercasse un consiglio per un regalo o un’indica- zione sulle ultime novità ha sempre potuto contare su una risposta affidabile, esperta, appassio- nata.

Nel tempo migliaia di vinili, cassette, compact disc hanno riempito il negozio colorando infiniti scaffali, dove da ragazzino con i miei amici affamati di rock ero sempre alla ricerca di qualcosa, spesso disorientato dalla catalogazione: dove avrei trovato i Beatles? Alla lettera B o alla lettera T di “The Beatles”?

Poster psichedelici, espositori pubblicitari variopinti delle ultime novità discografiche e cuffie per l’ascolto si alternavano sui muri, rendendo quel negozio la macchia colorata più affascinante e frequentata da noi appassionati di musica.

Da allora il mercato del settore nel frattempo è cambiato moltissimo: i 33 ed i 45 giri di vinile han- no lasciato spazio prima alle musicassette, poi a qualche esperimento ibrido di supporto fisico e infine ai compact disc. Blu, Rosso e Giallo ha cavalcato le mode, gli esperimenti dei nuovi sup- porti, si è sempre adeguato alle tendenze dell’industria della musica con la stessa passione di sempre.

Poi qualcosa è cominciato a cambiare. Si intuisce subito quando un negozio comincia ad essere in difficoltà, ovvero quando al suo interno appaiono in vendita “altre” cose. Prima sono apparse alcune chitarre, poi spartiti, poi accessori come cuffie e registratori…poi i primi telefoni cellulari.

Nel frattempo gli ascoltatori sono diventati meno esigenti, prima YouTube e poi la praticità della musica disponibile sullo smartphone a poco prezzo ha fatto chiudere migliaia di negozi di dischi. Luoghi dove potevi passarci dieci minuti ma anche un’ora, quando il tempo c’era e potevi cercare la tua musica senza essere interrotto trenta volte dal tuo cellulare, quando potevi incrociare lo sguardo di qualcuno che stava cercando lo stesso album che cercavi tu e allora le ore diventava- no due, per parlare di musica.

Con la crescita della tecnologia e l’avvento del digitale, le piattaforme di streaming e le grandi multinazionali di commercio elettronico come Amazon, adesso hanno tolto qualunque ragione di esistere a negozi come Blu, Rosso e Giallo.

Il destino sembra essere segnato? Il futuro dei negozi di musica non esiste? Mai dare nulla per scontato.

Da diverso tempo i veri appassionati di musica hanno cominciato incredibilmente a ri-appassio- narsi agli album in vinile. Piano piano questo settore del mercato è cresciuto tanto da superare le quote di vendita dei Compact disc, e tutt’ora cresce. Cofanetti da collezione, vinili colorati, edi- zioni speciali di artisti di ogni genere e di ogni livello riempiono di nuovo gli scaffali dei supermer- cati e delle grandi catene di distribuzione, ingenerando indirettamente un ritorno di acquisto di giradischi e impianti audio tradizionali.

Una bella notizia? Certamente, ma riflettendo, mi chiedo: davvero un nativo digitale, ovvero un ragazzo fra i 15 ed i 20 anni, acquista un vinile per poi aspettare di rientrare a casa, scartarlo, ac- cendere l’impianto e il giradischi, porre sul piatto il vinile, con attenzione poggiare la puntina, per poi mettersi sul divano a godersi mezz’ora e più di musica? No, non riesco a visualizzare esatta- mente questa situazione. Qualcuno certamente lo farà, ma ho la forte, netta sensazione che l’ac- quisto di un vinile sia un atto di collezionismo, di sano feticismo, di passione per l’oggetto fisico bello, pesante, grande, colorato, in qualche modo…reale.

L’impalpabilità dello streaming musicale non da’ le sopracitate soddisfazioni ai sensi, diciamo la verità, ed essere nativi digitali non significa essere impermeabili ai sensi.

Non lo dico io, lo dicono gli esperti che analizzano i comportamenti dei consumatori: esiste un fenomeno in crescita esponenziale che si chiama Phygital (ovvia contrazione dei termini inglesi fisico e digitale) che sta dilagando proprio fra i consumatori delle fasce più giovani, ovvero quelli che stanno cercando l’esperienza fisica del prodotto, dato che in quella digitale impalpabile ci sono nati e cresciuti.

Ecco che quando acquistano un gioco online, vogliono anche la custodia del prodotto, comprano un film e vogliono collezionare il DVD, cercano il cofanetto della loro serie preferita di Netflix, cor- rono a comprare il vinile dell’ultimo lavoro del rapper del momento e immancabilmente quando devono acquistare il compact disc del loro artista preferito, scelgono la versione de luxe, che è più curata nella confezione e più ricca di fotografie e testi.

Allora come soddisfare l’evidente richiesta crescente degli appassionati di musica e fans che vo- gliono il prodotto musicale nel suo formato fisico? Il compact disc sta scomparendo e presto non verrà più prodotto, il vinile sembra essere qualcosa che si acquista e si colleziona ma che non si ascolta effettivamente, lasciando questa funzione alle piattaforme di streaming.

Esiste una terza via?

Ci abbiamo pensato molto io e miei amici, come operatori specifici del settore ma anzitutto come appassionati di musica e collezionisti.
L’idea era quella di far quadrare il cerchio. “Square the Circle”, come direbbero gli inglesi. Ovvero provare a fare qualcosa di apparentemente impossibile, ovvero realizzare un unico prodotto musi- cale fisico che potesse riunire tutto il meglio di quello che viene apprezzato di più da chi ascolta musica: La bellezza estetica del vinile, la qualità audio della musica, la praticità dell’ascolto digita- le. E poi, serviva qualcosa in più che rendesse questo nuovo prodotto speciale.

Per quasi tre anni abbiamo studiato una soluzione, confrontandoci e collaborando con tutti gli operatori del nostro stesso settore, coinvolgendo artisti e giornalisti, appassionati di audio e ma- nager, etichette discografiche e organizzatori di concerti, esperti di tecnologia e analisti del com- portamento sulle piattaforme social più conosciute. Tutto questo per accontentare le esigenze di fans, collezionisti, e appassionati di buona musica, ovvero…tutti noi.

Forse ci siamo riusciti e siamo felici di annunciare un innovativo sistema di fruizione della musica, in modalità phygital, che porta il nome di QUARDISC.